Le offerte raccolte per la Quaresima finanzieranno un dispensario a Nairobi

Operare per lo sviluppo integrale di ogni persona e di ogni comunità è parte del mandato di ogni cristiano
19 Feb 2024   

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«Nel mondo globalizzato di oggi siamo tutti più vicini, ma non per questo più fratelli. Anzi, soffriamo una carestia di fraternità, che emerge da tante situazioni di ingiustizia, povertà e sperequazione, dalla mancanza di una cultura della solidarietà».

Così si esprimeva Papa Francesco nel discorso del 14 giugno 2023 al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Quella carestia di fraternità, che spesso sperimentiamo anche nelle relazioni, nella quotidianità della nostra vita e a volte anche nelle nostre comunità, non è molto diversa dal deserto della Qquaresima che ancora siamo chiamati a percorrere in queste settimane per allargare l’orizzonte del nostro cuore così che ci sia posto per quei fratelli e quelle sorelle che sperimentano la nostra stessa fame e sete di giustizia e pace.

«L’esperienza della Quaresima di Fraternità nacque nel 1963 – fanno saperte dalla diocesi torinese – con lo scopo di sensibilizzare la comunità diocesana e fare qualcosa di concreto contro la fame nel mondo cercando di intervenire sulle cause che la suscitano. Crediamo che sia parte del mandato di ogni cristiano operare per lo sviluppo integrale di ogni persona e di ogni comunità, perché qui su questa terra possano iniziare a realizzarsi quei “cieli nuovi e terra nuova in cui ha stabile dimora la giustizia” che il Signore ha promesso. La nostra attenzione e cura dovrà essere indirizzata in modo particolare ai più poveri fra i poveri, soprattutto a coloro che non hanno voce, che più sono dimenticati e che meno sono aiutati. Sostenendo non tanto progetti che cercano di arginare un’emergenza, quanto piuttosto tutti quei progetti che cercano di modificare una realtà e di intervenire sulle cause che generano povertà e sottosviluppo».

Quest’anno le offerte raccolte andranno alla missione di Tassia, dove ha prestato servizio come “donum fidei” l’attuale parroco don Mauro Gaino dal 2012 al 2017, per la realizzazione di un dispensario per poter rispondere alle necessità socio-sanitarie delle famiglie più vulnerabili della comunità.

Negli anni scorsi le offerte servivano per un’iniziativa di assistenza e accompagnamento disabili. Per aprire un centro di accoglienza diurna, “Holy Innocents”, per disabili presso i locali della parrocchia, altrimenti abbandonati a se stessi nelle ore in cui i familiari lavorano. Il progetto prevedeva attività manuali, ricreative e di fisioterapia, ma intendeva anche coinvolgere le famiglie in una rete di sostegno che le aiutiasse a superare lo stigma sociale legato alla credenza che avere un figlio disabile fosse una maledizione divina. Semplici lavori manuali o ad attività creative da offrire ai disabili e anche piccoli interventi di tipo fisiatrico o riabilitativo, se necessari.

La parrocchia di Tassia si trova a Embakasi, la zona di Nairobi vicino all’aeroporto. All’inizio c’erano solo prati che costeggiavano le piste d’atterraggio da cui la città si vedeva in lontananza. «Poi l’espansione causata da un flusso migratorio imponente, un milione di persone che dalla campagna hanno raggiunto una metropoli che conta oggi sei milioni di abitanti, nella quale la vita è molto cara rispetto al resto del paese e il modello occidentale di famiglia con uno o due figli sta soppiantando quello della famiglia allargata e numerosa, ancora presente nelle campagne – racconta don Mauro che conosce bene la situazione -. Il panorama del quartiere è dominato dai palazzoni privati di sette o otto piani nei quali i costruttori hanno ricavato centinaia di alloggi, monolocali di dieci metri quadrati, abitati dai lavoratori dell’aeroporto o della vicina zona industriale. Accanto a questi edifici sorge una baraccopoli e alcuni quartieri residenziali più benestanti».

di Paolo Biancardi