L'artigianato nel nostro territorio è in ripresa

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Savigliano crede ancora nell’artigianato e punta su un settore di nuovo in fase di rilancio, dopo alcune difficoltà nelle scorse annate, con l’obiettivo di “rifiorire” nelle varie attività, partendo dai giovani. Dati significativi alla mano, a certificarlo è l’attuale presidente di Confartigianato Savigliano e della Consulta alle attività produttive Anna Maria Sepertino: un’esponente di spicco del settore, in quanto lei stessa titolare dello storico caseificio Sepertino nella vicina Marene, dove vive con la famiglia.
Come sta vivendo attualmente l’artigianato e come vede le prospettive future, anche in qualità di presidente di Confartigianato, in carica ancora qualche mese dopo due mandati?
L’artigianato rappresenta un settore cruciale per la vitalità economica e sociale della provincia di Cuneo, con un ruolo di primo piano anche nella zona saviglianese. Dopo un decennio di flessione, il trend si è invertito a partire dal 2021, con un numero crescente di nuove attività artigiane che superano le chiusure; questa crescita è proseguita fino al 2023. Nel terzo trimestre del 2024, la Camera di Commercio di Cuneo ha registrato un saldo positivo di 155 unità tra iscrizioni e cessazioni, confermando segnali di ripresa e resilienza del settore. Anche il nostro territorio si distingue per la sua tradizione artigiana di eccellenza, legata a produzioni locali di alta qualità, dall’enogastronomia alla manifattura. Come sottolineato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante l’Assemblea nazionale di Confartigianato (svoltasi alla fine dello scorso anno), “nel DNA delle abilità e dei saperi degli artigiani risiede tanta parte della storia d’Italia, di cui costituisce, tuttora, un motore di sviluppo”.
Da 40 anni è titolare del suo caseificio che gestisce insieme alla famiglia a Marene, ma è noto il suo amore per Savigliano.
La mia famiglia ha radici nelle campagne saviglianesi, nella località dell’Apparizione. Mia nonna paterna, sin dagli anni ‘60, gestiva una bottega nel cuore di Savigliano, in piazza Santarosa. Quando venne a mancare, mi trasferii in città con mia madrina Anna. Ricordo con affetto l’atmosfera di quei tempi, quando al mattino presto si udivano le campane della chiesa di Sant’Andrea. Fu proprio in quel periodo che iniziò la mia passione per l’arte casearia, un mestiere che i miei genitori portavano avanti con dedizione. Questa passione si è rivelata così forte che anche mio marito Mario ne è stato travolto. Insieme, con pazienza e impegno, abbiamo fatto crescere l’azienda. Nel corso degli anni, abbiamo avuto la fortuna di trasmettere questo amore per il mestiere anche al nostro compianto figlio Gabriele, che ci ha lasciato un anno fa. Con grande dedizione ha perfezionato le tecniche tramandate dalla nostra famiglia, creando nuovi prodotti, arricchendo la nostra tradizione con innovazioni che hanno riscosso grande successo. La sua memoria e il suo impegno devono essere un esempio per tutti i giovani artigiani che aspirano a diventare maestri nel loro campo, inseguendo le loro soddisfazioni personali ed economiche. Nell’ambito della nostra azienda, anche nostra figlia Sara ha dato un contributo fondamentale grazie alla sua esperienza nel campo della grafica e alla sua innata creatività.
Giovani, imprese e lavoro: trinomio ancora fattibile?
Non solo il trinomio giovani, imprese e lavoro è ancora fattibile, ma deve diventare un obiettivo prioritario da perseguire a tutti i costi. Per raggiungerlo, è fondamentale che tutte le parti sociali coinvolte – associazioni di categoria, istituzioni, enti di formazione e imprese – uniscano le forze per supportare e promuovere la giovane imprenditoria. Il calo degli artigiani e delle imprese artigiane negli ultimi anni è un dato che non possiamo ignorare, ma al tempo stesso è una sfida che ci sprona ad agire. La soluzione sta in una rivalutazione culturale del lavoro artigianale e in una strategia mirata che investa nella formazione, nell’orientamento scolastico e nella creazione di opportunità per i giovani, anche supportati dalle nuove tecnologie.
di Cristiano Sabre
