Viaggio ai confini del Vicino Oriente - Dalla Valle dei re alle tendopoli

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Prosegue il viaggio di Maria Gabriella Asparaggio e Gianluigi Hollò nelle terre del Vicino Oriente, fra città ottomane, vecchie fabbriche, tradizioni turche e non solo.
Tappa in Turchia
Abbiamo visitato la città vecchia di Sofranbolu che è patrimonio UNESCO in quanto la città vecchia ottomana è rimasta intatta ed è molto ben conservata. Abbiamo dormito nel cuore della città antica.
In seguito ci siamo recati alla fabbrica di acciaieria Kardenir, i cui operai risiedevano proprio in un quartiere di Sofranbolu: questa fabbrica è sorta nel 1937 ed è stata privatizzata nel 1995. Vedere questa fabbrica con i suoi operai mi ha fatto immediatamente pensare all'incidente alla ThyssenKrupp di Torino del 6 dicembre 2007 e a tutti coloro che lavorano esposti al pericolo per produrre beni che noi non rispettiamo a sufficienza.
Ho cercato di leggere i giornali turchi. Emerge da un lato una Turchia che instilla un forte nazionalismo, come ho notato parlando con alcune persone che vedono ad esempio il PKK come un'associazione terroristica. Alcuni di loro chiamano "martiri" i 12 giovani che sono morti a causa del gas metano mentre compivano l'operazione Clow-Lock nel nord dell'Iraq durante la ricerca dei terroristi.
Dopo Sofranbolu ci siamo diretti sulla costa del Mar Nero. Mentre facevamo una pausa un signore ci ha invitati a casa sua: l'abbiamo seguito.
In Turchia l'ospitalità è sacra: ci hanno aperto la casa benché fossimo degli sconosciuti... Ci hanno invitato a restare e a ritornare per un tuffo insieme nel Mar Nero o una nuova visita a Istanbul.
Da Sofranbolu abbiamo raggiunto Inebolu sempre sul Mar Nero, attraverso una strada lenta e immersa nel verde che in un saliscendi continuo offre scorci stupendi sul mare.
Il 9 luglio siamo arrivati ad Amasya e abbiamo trovato da dormire in pieno centro della città sito UNESCO perché qui ci sono le Tombe dei Re del Ponto. Le sepolture, scavate nella roccia calcarea a partire dal IV secolo a.C. venivano utilizzate come luoghi di culto dei sovrani. Le tombe sono più di venti, tanto che il luogo è soprannominato Valle dei re.







