Viaggio ai confini del Vicino Oriente - Dalla Valle dei re alle tendopoli

Il tragitto dei nostri due inviati prosegue in terra turca
14 Lug 2025   

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Prosegue il viaggio di Maria Gabriella Asparaggio e Gianluigi Hollò nelle terre del Vicino Oriente, fra città ottomane, vecchie fabbriche, tradizioni turche e non solo.

Tappa in Turchia

Abbiamo visitato la città vecchia di Sofranbolu che è patrimonio UNESCO in quanto la città vecchia ottomana è rimasta intatta ed è molto ben conservata. Abbiamo dormito nel cuore della città antica.

In seguito ci siamo recati alla fabbrica di acciaieria Kardenir, i cui operai risiedevano proprio in un quartiere di Sofranbolu: questa fabbrica è sorta nel 1937 ed è stata privatizzata nel 1995. Vedere questa fabbrica con i suoi operai mi ha fatto immediatamente pensare all'incidente alla ThyssenKrupp di Torino del 6 dicembre 2007 e a tutti coloro che lavorano esposti al pericolo per produrre beni che noi non rispettiamo a sufficienza.

Ho cercato di leggere i giornali turchi. Emerge da un lato una Turchia che instilla un forte nazionalismo, come ho notato parlando con alcune persone che vedono ad esempio il PKK come un'associazione terroristica. Alcuni di loro chiamano "martiri" i 12 giovani che sono morti a causa del gas metano mentre compivano l'operazione Clow-Lock nel nord dell'Iraq durante la ricerca dei terroristi.

Dopo Sofranbolu ci siamo diretti sulla costa del Mar Nero. Mentre facevamo una pausa un signore ci ha invitati a casa sua: l'abbiamo seguito.
In Turchia l'ospitalità è sacra: ci hanno aperto la casa benché fossimo degli sconosciuti... Ci hanno invitato a restare e a ritornare per un tuffo insieme nel Mar Nero o una nuova visita a Istanbul.

Da Sofranbolu abbiamo raggiunto Inebolu sempre sul Mar Nero, attraverso una strada lenta e immersa nel verde che in un saliscendi continuo offre scorci stupendi sul mare.

Durante questo percorso ci siamo fermati davanti a un piccolo cantiere navale e siamo entrati. È gestito solamente da Kemal. Ci ha invitati a guardare il suo lavoro. È un artista del legno, il suo lavoro affonda le radici in un profondo orgoglio e consapevolezza della sua bravura.
 
Dopo una sosta con vista sul Mar Nero, da Enabolu abbiamo raggiunto Sinop.

Il 9 luglio siamo arrivati ad Amasya e abbiamo trovato da dormire in pieno centro della città sito UNESCO perché qui ci sono le Tombe dei Re del Ponto. Le sepolture, scavate nella roccia calcarea a partire dal IV secolo a.C. venivano utilizzate come luoghi di culto dei sovrani. Le tombe sono più di venti, tanto che il luogo è soprannominato Valle dei re.

In seguito ci siamo diretti verso Divrigi, altro sito UNESCO.

Durante il tragitto abbiamo fatto rifornimento da un benzinaio che ha dimostrato quanto sia importante l'ospitalità per i Turchi tanto che ci ha offerto del tè.

La foto di Mustafà Kemal (ex presidente Turchia) è esposta spesso, addirittura su un'auto.

Lungo il tragitto per Divrigi abbiamo visto molte tende bianche con la scritta AFAD (ente governativo ministeriale per i disastri e le emergenze in quanto in Turchia ogni anno si assiste a un terremoto di magnitudo 5) con la gente che viveva in condizioni estreme. Con un po' di timore ci siamo avvicinati a un gruppo di queste persone. Erano felicissimi di salutarmi. Mi hanno chiesto un selfie. Sono turchi che vivono in queste condizioni a seguito dell'ultimo terremoto.
Questa gente vive in condizioni di miseria, promiscuità. Ci sono tanti bambini che mi sono venuti incontro festosi e tutta la comunità era felice che ci fossimo avvicinati a loro.

Divrigi è un centro UNESCO per la grande moschea e l'ospedale per malati di mente. Le splendide porte dei due ingressi, una chiamata la Porta del paradiso, attirano dei visitatori.

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